The red circle

Opere di / Works by Leonardo D'Amico



Autore:
Collana: Arte
Formato: 17 x 24 cm
Legatura: Filorefe
ISBN13: 9788849236668
ISBN10: 9788849236668
Ub.int: T414C V43f

Facing English text


Anno di edizione:
Pagine: 64

Contenuto: In mostra dal 19 ottobre al 5 novembre 2018, Azimut Capital Management, Roma

L'immagine della materia, nell'opera di Leonardo D'Amico, va considerata non a scapito della struttura formale, anche se si ha riguardo della sua progressiva aniconia informale. E questo perché lo sviluppo astraente, portato avanti dall'artista, non rinunzia, se non in parte, alla sua originaria tendenza a intravedere la rappresentatività dell'ambiente, mantenendo quei requisiti formali che il suo primo impressionismo ha frammentato e che il contemporaneo astrattismo ha posto in dissolvenza, caricandoli di tensione con precisi richiami espressivi. D'altra parte le sue macchie informali, che gravitano nell'orbita cosmica, non dovrebbero essere esaminate al di fuori dei riferimenti fenomenici e/o ambientali, dal momento che gli esiti del termine abstràhere- inteso equivocamente come togliere da- non interferiscono con lo sviluppo delle sue forme, che non eliminano, non tolgono, soprattutto non rinunciano a intravedere, con le risonanze interiori, le atmosfere dell' “altro” “reale”.

The image of matter in Leonardo D'Amico's work should not be considered at the expense of formal structure but rather as a progressive informal aniconia. This is the artist's reason for developing abstraction, not a renunciation, if not in part, of his original tendency of representation but rather maintaining his original impression fragmented by contemporary abstractism and charging them with tension through precise emotional messages. On the other hand, his informal dotting, that gravitate in a cosmic orbit, should be viewed in the context of natural phenomenons and/or climate, as defined by the term Abstràhere, intended unequivocally as taking from -not interfering with the development of forms, not eliminating, not taking away, especially not removing one's inner feeling of the “other” as “real”.