Scultura in legno in Sardegna nei secoli XV-XVI. Apporti esterni e produzione locale

Profilo di sintesi e percorsi di indagine



Autore:
Collana: Arte
Formato: 15 x 21 cm
Legatura: Filorefe
ISBN13: 9788849239416
ISBN10: 9788849239416
Ub.int: T701E V54c

Anno di edizione:
Pagine: 160

Contenuto: Gli studi sulla scultura lignea in Sardegna hanno avuto avvio dagli anni Trenta del secolo scorso con le campagne di catalogazione della Soprintendenza ai Monumenti condotte da Raffaello Delogu, che in seguito ha pubblicato un lavoro sulla scultura del Rinascimento in Sardegna (1941). Altri contributi sono seguiti nei decenni successivi per opera di Corrado Maltese, Renata Serra, Salvatore Naitza, Maria Grazia Scano Naitza, Lucia Siddi e altri. Una importante fioritura si è poi avuta dagli anni Novanta in seguito a nuove campagne di catalogazione e di restauro ad ampio raggio condotte dalle Soprintendenze isolane e alla pubblicazione di importanti volumi monografici. Il nuovo millennio si è aperto con la mostra Estofado de oro. La statuaria lignea nella Sardegna spagnola (Cagliari-Sassari, Dicembre 2001-Gennaio 2002), che ha dato impulso a una più strutturata stagione di studi in cui sono state approfondite le dimaniche di circolazione della statuaria in legno, non di rado importata dalla Penisola iberica e da Napoli. Questo libro attinge a questa importante tradizione di studi apportando alla trattazione nuovi dati documentali e opere inedite. La scelta dell'arco cronologico è dettata da ragioni di ordine storico. Il Quattrocento è il secolo in cui si chiudono le campagne militari per il controllo definitivo dell'isola da parte dei sovrani della Corona d'Aragona, che avevano già dato avvio al Regno di Sardegna nel secolo precedente (1324). In questa fase si registra un afflusso significativo di maestranze catalane, maiorchine e valenciane e di opere iberiche. Il Cinquecento è il secolo della ripresa economica e anche nel mercato artistico isolano, seppur in scala del tutto differente rispetto ad altre aree del Mediterraneo occidentale, si aprono nuove opportunità di lavoro, stavolta attraendo maestranze anche dal versante orientale (Napoli e Sicilia).

Mauro Salis, dottore di ricerca, è investigador adscrit al Institut Català de Recerca en Patrimoni Cultural di Girona e docente a contratto di Storia dell'arte moderna nella Università degli Studi di Cagliari e nella Università degli Studi di Sassari. Si occupa di pittura dei secoli XV e XVI e di scultura in legno dei secoli XV-XVIII nell'ottica della circolazione mediterranea con sguardo privilegiato alla direttrice Italia meridionale-Sardegna-Levante iberico. Sul versante della iconografia studia l'impatto sociale e culturale delle immagini mariane e le loro trasformazioni lungo le rotte del Mediterraneo occidentale. Tra i suoi lavori recenti si segnalano Rotte mediterranee della pittura. Artisti e committenti tra Sardegna e Catalogna nella prima età moderna (Perpignan 2015); The Virgin Hodegetria Iconography in the Crown of Aragon in the Early Modern Period. Canons, Allotropies and Variants (Ikon, 10, 2017, pp. 187-200); Migrazione e variazione di iconografie mariane nel Mediterraneo occidentale tra Italia meridionale, Baleari e València (in M. Gómez-Ferrer, Y. Gil Saura eds., Ecos culturales, artísticos y arquitectónicos entre Valencia y el Mediterráneo en Época Moderna, Valencia 2018, pp. 227-245); Redimere, convertire, riconvertire. Produzione, risemantizzazione e uso di immagini mariane nelle isole mediterranee dell'Impero spagnolo (secoli XVI-XVII): il caso Sardegna (Il Capitale Culturale, 20, 2019, pp. 13-42).