Sanpietrini e tetti

Solveig Cogliani incontra Villa Altieri



Autore:
Collana: Arte
Formato: 21 x 29,7 cm
Legatura: Filorefe
ISBN13: 9788849225112
ISBN10: 8849225113
Ub.int: T426D V14f V26a

Anno di edizione:
Pagine: 32

Contenuto: Roma rappresenta, nel racconto delle arti visive del Novecento, lo spaccato ideale per un'iconografia che inverte il ritorno all'ordine verso una dirompente necessità d'espressione individuale. Non è un caso che anche la pittura di Solveig Cogliani prenda forma in questo terreno. Per lei che è romana di origini siciliane valgono le stesse regole che hanno condizionato diversi suoi predecessori, pittori legati al colore, alle immagini e alla città. Renato Guttuso, Mario Schifano, Enzo Cucchi, per citarne alcuni, ma prima ancora la Scuola romana, o meglio, la Scuola di via Cavour, nata nella Capitale a cavallo tra le due guerre (tra il 1928 e il 1945), fra i primi esempi di un impulso espressionista, di matrice europea, che usa la pittura come strumento per immortalare l'imponente classicità del paesaggio urbano - vedute e scorci investiti di una storia fin troppo presente - e descriverne l'attualità d'oggi. Il cambiamento architettonico e sociale cui il paesaggio è sottoposto, nel continuo mutare di generazione in generazione, è interpretato nella sua dimensione atemporale dagli occhi della pittura. Le vedute di Solveig respirano quest'aria. Il genius loci si impone sull'internazionalismo culturale, ieri come oggi. Tra i suoi riferimenti ci sono i maestri di via Cavour: Mario Mafai, Luigi Montanarini e Scipione. Artisti che, come Solveig, hanno subíto il fascino di vagabondare tra i rioni, di attraversare i Fori per poi fare una sosta al Colosseo, dirigere lo sguardo sui balconi, percorrere il profilo delle cupole e poi inseguire i tramonti sui sanpietrini e lungo il Tevere che sfiora gli argini. Sfumature di rossi accesi, indaco, blu intenso. Gialli, arancioni, terre bruciate, spaccati di luce bianca e corte ombre tratteggiate in nero.