Primo repertorio dei Centri Storici in Umbria

Il terremoto del 26 settembre 1997



Autore:
Collana: Architettura, Urbanistica, Ambiente
Formato: 21 x 29,7 cm
Legatura: Filorefe
ISBN13: 9788874488940
ISBN10: 8874488947
Ub.int: T702D V05b V16f V37g

Anno di edizione:
Pagine: 140

Contenuto: Saggi di: Michele Cordaro, Roberto De Marco, Giorgio Accardo, Alessandro Bianchi, Donatella Benetti, Margherita Guccione, Roberto Romeo, Luciano Marchetti, Ornella Segnalini, Fabrizio Bramerini, Cosmo Mercuri, Paolo Lembo

La crisi sismica che ha colpito l'Umbria e le Marche dall'autunno '97 fino allo scorso aprile ha risvegliato un interesse profondo all'interno della comunità scientifica, del mondo culturale e della pubblica amministrazione nel ripensare a complessive politiche di salvaguardia degli insediamenti storici che vanno ben oltre l'immediato problema della ricostruzione.
Attraverso percorsi e ottiche differenti, discipline talvolta lontane tra loro sono tornate ad occuparsi dei tessuti di maggior pregio i cui strumenti di intervento richiedono, più che in altri casi, una capacità di coordinamento interdisciplinare e interistituzionale. Da tali riflessioni è nata l'idea di questo "Primo repertorio", frutto di un accordo di collaborazione tra l'Istituto centrale per il restauro e il Servizio sismico nazionale.
Le schede costituiscono il cuore della pubblicazione. Esse intendono restituire un quadro composito di informazioni e immagini per settanta tra i centri storici più colpiti dal terremoto e documentare il territorio grazie ad una sintesi di dati, estratti dal patrimonio informativo delle due amministrazioni.
I saggi contenuti nel volume fanno emergere alcune prime riflessioni di merito e di metodo fondate sulla certezza che alla prevenzione non è più possibile dare risposte parziali né, tanto meno, soluzioni dirette ancora a separare gli edifici dal tessuto storico o gli insediamenti storici dal loro contesto territoriale. Se tali considerazioni non possono prescindere dalla molteplicità disciplinare del rischio sismico e della più generale salvaguardia del patrimonio del passato, anche questo "Primo repertorio" non ha potuto fare a meno di sperimentare una necessaria quanto efficace collaborazione tra specialisti di differenti settori, ciascuno dei quali ha fatto convergere le proprie competenze e funzioni e, soprattutto, ha dato un contributo utilizzando le proprie tecniche di valutazione e le proprie specifiche conoscenze.