Pietra e intonaco - Stone and plaster

Un osservatorio per le superfici esterne di Ortigia - Observatory for external surface of Ortigia



Autore:
Collana: Architettura, Urbanistica, Ambiente
Formato: 24 x 17 cm
Legatura: Filorefe
ISBN13: 9788849225006
ISBN10: 8849225008
Ub.int: T309G V05a V11h V14b V42f

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Anno di edizione:
Pagine: 192

Contenuto: La straordinaria capacità dell'uomo di innovarsi è evidente nelle forme dei beni edilizi, frutto dell'evoluzione di idee, concezioni, modi di vita. Essi acquistano forza in quanto materia e volumi esistenti, le superfici esterne, emblema del trascorrere del tempo e insieme visibile delle vicende umane, esprimono l'essere state rovine e portano orgogliose i segni del passato. L'intervento sulle superfici esterne comporta non solo di addomesticare lo spazio, ma di preservare un luogo vivibile e fruibile, di difendere il tempo e i suoi valori, di mantenere vivo ciò che il bene edilizio ha espresso; l'intento è avvalersi di raziocinio, ma anche di sensibilità e passione per ciò che l'edificio ha rappresentato nel passato. Lo strumento utilizzato è un osservatorio i cui scopo è percepire le condizioni di stato delle superfici esterne, osservare fenomeni ed effetti, esiti di tentativi di riqualificazione e recupero, indagare sulla loro collocazione all'interno del processo edilizio. L'attenzione si punta più sulle differenze che sulle analogie: l'osservatorio mette in luce incompatibilità, stati irreversibili, difformità, errori progettuali, tecnologici e funzionali. Gli esiti di questo osservatorio hanno portato ad applicarlo su un centro urbano di particolare consistenza materica e formale: Ortigia. Ortigia ha la caratteristica affascinante di portare sulle sue superfici le tracce di eventi, dominazioni, culture. Gli ambienti urbani, le piazze, gli spazi aperti, i lungomare caratterizzano l'edificato e lo definiscono attraverso la materia che appare: la superficie esterna, fatta di pietra e intonaco. Attraverso questi due elementi e con il contributo della luce e della modellazione dello spazio architettonico emergono scorci e prospettive fantastiche. L'immagine e la percezione dei caratteri di Ortigia sono, oggi, quelle di un centro urbano ri-tinteggiato o abbandonato, con pietra e intonaco ri-puliti eccessivamente o fortemente connotati dal degrado. “Troppo nuovo” e “troppo vecchio”, elementi caratterizzanti parti diverse della città, si trovano a coesistere nello stesso aggregato urbano dove non si percepisce più il senso della storia, dei valori, dell'identità. L'osservatorio mira a rendere palesi i caratteri delle superfici, a validarne i significato materici e formali, a monitorare il passare del tempo sulla materia.

Fernanda Cantone, architetto e Dottore di Ricerca in Recupero Edilizio e Ambientale, è ricercatore confermato presso l'Università degli Studi di Catania. Dal 2003 svolge attività didattica e di ricerca presso il Dipartimento di Architettura della stessa università. È titolare del corso di Tecnologie del Recupero Edilizio, nel corso di laurea in Scienze dell'Architettura e dell'Ingegneria edile. Ha partecipato a numerosi convegni internazionali e a progetti di ricerca in ambito locale e nazionale. È autrice di saggi e pubblicazioni sul recupero edilizio ed urbano, sulla diagnostica, sui caratteri del costruito e sul rapporto tra percezione ed edificato. Nella stessa collana ha pubblicato L'architettura del cantiere.

Fernanda Cantone, architect and PhD in Building and Environmental Recovery, is senior researcher at the University of Catania. Since 2003 he has been teaching and research at the Department of Architecture. She holds the course of the Recovery Technologies Building, in the course of degree in Science of Architecture and Building Engineering. She has participated in many international conferences and research projects at local and national levels. She is the author of essays and publications on buildings and urban recovery, on diagnostics, on the character of the built environment and the relationship between perception and built. In the same collection published The architecture of the site.