Omaggio alla bellezza



Autore:
Collana: Arte
Formato: 24 x 30 cm
Legatura: Filorefe
ISBN13: 9788849210347
ISBN10: 8849210345
Ub.int: T317C V13i

Anno di edizione:
Pagine: 112

Contenuto: Fedor Dostoevskij fa dire al Principe Myskin: "La bellezza salverà il mondo". E lo sottopone all'ironia, allo scetticismo degli amici. Agli amici di ogni tempo. Il Principe sembra sconfitto ma non molla! Al pari della Fondazione CittàItalia che ha assunto questa citazione a pay-off della Campagna di raccolta fondi per il restauro dei beni culturali. Dostoevskij scriverà ad un amico che il romanzo, L'Idiota, sarà il suo tentativo di far vincere il bene sul male. E il richiamo alla bellezza sarà l'arma dolce del bene. Nella nostra vita quotidiana, intorno a noi, oggi come ieri, c'è un vero e proprio conflitto fra il brutto e il bello. E non sempre, purtroppo, la bellezza ha il sopravvento. Anzi. Per questo non dobbiamo smettere di difenderla, coltivarla, accudirla, proporla, non solo negli oggetti, nell'ambiente che ci circonda, ma nelle nostre relazioni. Perché la bellezza genera tolleranza, piacere, amore per la vita, rispetto reciproco, disponibilità alla comune comprensione, felicità. Collega il passato ed il presente al futuro. Ci accomuna agli uomini e alle donne di ogni tempo e di ogni luogo che hanno coltivato lo stesso sogno. È un valore universale, un diritto universale. Per rendere omaggio alla bellezza ci siamo rivolti a personaggi della moda, del design, dell'architettura, dell'imprenditoria, della cultura che hanno impegnato le loro risorse creative ed umane per "realizzare bellezza". Frugando tra le emozioni della propria vita, e guidati dallo stesso impulso che ispira la loro attività professionale, propongono alla nostra attenzione 50 opere d'arte che hanno lasciato il segno, un segno molto intimo, nella loro vita. Ciascuno di loro non realizza bellezza per sé ma per noi, per tutti, secondo il proprio stile, i propri codici, le proprie passioni. Nella convinzione che bellezza genera bellezza. E solo Dio sa quanto ne abbiamo bisogno. Fondazione CittàItalia ringrazia tutti e ciascuno per aver partecipato alla realizzazione di questo volume. Rivolge un appello perché la Bellezza dell'Italia, delle sue arti, dei suoi paesaggi, della sua natura, sia considerata patrimonio collettivo, una grande risorsa per lo sviluppo sociale ed economico. Un appello rivolto a tutti, nessuno escluso. Il piccolo gesto di donare quel che è possibile, per contribuire a salvaguardare il patrimonio culturale, è un modo concreto per coltivare la Bellezza.

Ledo Prato


Nessuno al mondo oggi si avventurerebbe nel compito di definire la bellezza, magari riprendendo l'esercizio, caro alla mia generazione, di girare intorno all'incipit dell'Estetica di Croce. Tutti siamo consapevoli che possiamo avere, singolarmente, l'esperienza del bello ma che è impossibile fare elaborazione e sintesi di quell'esperienza: si resta sulla centralità dell'esperienza, come aveva intuito sei decenni fa Massimo Mila nel suo straordinario "L'esperienza musicale e l'estetica". Ed ogni esperienza, si sa, è diversa.
Cosí l'unica riflessione che si può fare sulla bellezza è sulla diversità delle esperienze del bello. Sfogliando questo volume, il lettore sarà colpito dalla personalizzata diversificazione delle scelte: da Claudio Ferri che sceglie la grande cupola del Brunelleschi, a Grazia Livi che sceglie un'opera misurata ed intimistica di Silvestro Lega, a Gino Lunelli che ripropone il suo sconfinato amore per la sua Villa Margon, a Stefano Boeri che ci richiama alla memoria il Cretto di Burri a Gibellina fino ad Andrea Ugolini che intreccia la sua scelta con pezzi della sua vita familiare. Tutti, inesorabilmente tutti, vocati a scelte diverse, a belli diversi, che non ammettono una lettura orizzontale, alla ricerca di ciò che li unisce.
Viene in mente il versetto biblico sulla parola di Dio che è come una roccia che, percossa, sprizza settanta (cioè innumerevoli) scintille di esperienza del divino. Se il bello è connesso come sappiamo con il sublime e con l'eternità, allora non è blasfemo dire che anch'esso è parola divina, sprizza le innumerevoli scintille della nostra esperienza del bello.