Luce. L'immaginario italiano a Catania

Fotografie storiche dall'archivio



Autore:
Collana: Cinema, Teatro, Video, Musica
Formato: 22 x 24 cm
Legatura: Filorefe
ISBN13: 9788849233216
ISBN10: 9788849233216
Ub.int: T509D V13e V34g V58c

Anno di edizione:
Pagine: 140

Contenuto: Catalogo della mostra a Catania, Palazzo della Cultura

L'Istituto Luce, nato nel 1924, è la più antica istituzione di cinema pubblico al mondo e rappresenta, pur con le sue contraddizioni, una delle più grandi imprese culturali del nostro Paese, capace di raccontarne evoluzioni e involuzioni. Non è un caso che il suo fondo “Cinegiornali e fotografie” - decine di migliaia di filmati e tre milioni di foto - sia stato inserita dall'Unesco nel registro Memory of the World. Basterebbe questo a fare della mostra “Luce – L'immaginario italiano” un grande evento per la nostra città. Ma gli abitanti della Sicilia orientale hanno un motivo in più per visitarla: un'ampia sezione è infatti dedicata a Catania, con immagini fisse e in movimento di grande impatto emotivo legate a fatti di cronaca: gli eventi politici e sportivi del fascismo e del dopoguerra, quelli religiosi come la festa di sant'Agata, quelli culturali riguardanti soprattutto Vincenzo Bellini e naturalmente quelli legati all'Etna e alle sue eruzioni. Mi piace sottolineare come molte di queste vicende furono narrate dal punto di vista filmico da due catanesi di grandissimo valore e che meritano di essere, in quest'occasione, ricordati: il regista Ugo Saitta e Rita Consoli, sua moglie, come lui operatore cinematografico, che collaborarono a lungo con l'Istituto Luce. Saitta era nato in una Catania, quella del 1912, innamorata della settima arte, in cui proliferavano non soltanto sale al chiuso e arene, ma anche case di produzione cinematografiche, ben cinque: Cines, Etna Film, Katana Film, Sicula Film e Jonio Film. All'ombra dell'Etna sarebbero sorti gli studios più grandi d'Europa e sarebbe nato il primo kolossal muto, “Cristus”. Questa straordinaria mostra rappresenta dunque anche l'occasione per la città di riappropriarsi di un sogno, quello del Cinema, che sarebbe stato cancellato dall'esplodere del primo conflitto mondiale.
Enzo Bianco
Sindaco di Catania