L'altra metà del Paese

dal terremoto alle s.n.a.i. prove di sviluppo sostenibile



Autore:
Collana: Architettura, Urbanistica, Ambiente
Formato: 19 x 29 cm
Legatura: Filorefe
ISBN13: 9788849241662
ISBN10: 9788849241662
Ub.int: T525B

English abstracts


Anno di edizione:
Pagine: 304

Contenuto: Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHITETTURA del Dipartimento di Architettura Università degli Studi G. d' Annunzio, Chieti-Pescara

A dieci anni dalla redazione di uno dei Piani di Ricostruzione del “cratere” de L'Aquila non sono state ancora risolte le contraddizioni dello ‘sviluppo'. Due elementi in contrapposizione, grandi città sovraffollate e territori alienati, che costituiscono entità indipendenti e ‘distanti' le une dagli altri. Entrambe portatrici di criticità, problemi, degrado, costi di gestione e mantenimento ... si aspetta un “cambio di paradigma” in uno scenario socioeconomico nuovo dove sostanziare il concetto di ‘bene comune' e praticare quella ‘solidarietà' risultante dalla profonda comprensione del bisogno di ‘cooperazione' per la ‘sopravvivenza'. Riconsiderare le risorse dei territori, il genius loci, potrebbe costituire l'incipit per una ‘transizione' che mette in campo ‘progetti locali' mirati a ‘resistere' fintanto che l'acquisizione di una coscienza diffusa delle problematicità non sia accolta e praticata globalmente. L'altra metà del Paese si configura, dunque, come luogo privilegiato della sperimentazione di nuove proposte di sviluppo che muovano proprio dal valore delle identità e del capitale culturale locale. È una sfida difficile ma non impossibile!
È stato necessario mettersi in discussione e sottoporsi a una revisione critica delle proprie convinzioni: un'operazione complessa, iniziata con la volontà di ‘ricostruire' – non solo materialmente – i luoghi colpiti dal sisma e proseguita, in tempi più recenti, nel lento e faticoso percorso di riabilitazione delle aree interne.
Ma c'è ancora molto da fare e, per raggiungere obiettivi di sostenibilità, le sole azioni convenzionali pare non possano bastare. Occorrerà – forse – una diversa divulgazione della conoscenza in modalità ‘fuori' dall'usuale: l'obiettivo finale è quello di modificare una popolazione diffidente e sfiduciata in soggetti propositivi, pronti a misurarsi con un futuro possibile che risiede nelle proprie mani e per il quale possiamo riscrivere una “costituzione” adatta alla permanenza su ‘Gaia'.

Maria Cristina Forlani, architetto, è stata professore ordinario di Tecnologia dell'Architettura presso l'Università G. d'Annunzio di Chieti-Pescara e l'Università di Catania. Svolge attività di ricerca nel campo della Progettazione Ambientale con particolare riferimento alle tecnologie appropriate e allo sviluppo sostenibile dell'habitat ed è autrice di numerosi saggi e articoli focalizzati sulla riqualificazione e riuso dell'esistente. È stata responsabile scientifico di sede di ricerche nazionali e ha contribuito intensamente alle attività di “terza missione”.

Contributi di: Paolo Boncio, Marcello Borrone, Sebastiano Carbonara, Fabrizio Chella, Aldo Cilli, Matteo Clementi, Rita De Nardis, Danilo Di Mascio, Giampiero Di Plinio, M. Cristina Forlani, Alice Leone, Michele Lepore, Maria Mascarucci, Luciana Mastrolonardo, Patrizia Milano, Bruno Pace, Donatella Radogna, Alessandro Rogora, AntonGiulio Romano, Davide Stefano, Alberto Viskovic