Giovanni Marghinotti e il filellenismo

Politica, collezionismo e mercato antiquario nella Sardegna dell'Ottocento



Autore:
Collana: Arte
Formato: 24 x 22 cm
Legatura: Filorefe
ISBN13: 9788849245462
ISBN10: 9788849245462
Ub.int: T800C

Anno di edizione:
Pagine: 96

Contenuto: Il volume raccoglie per la prima volta tutte le opere a oggi note dedicate nel corso del XIX secolo al tema del Filellenismo da artisti isolani, a cominciare dal maggiore di essi, Giovanni Marghinotti. La ricerca ha consentito di ricondurre l'interesse del pittore a una ben definita temperie culturale, quella pienamente risorgimentale del 1848 e degli anni iniziali del cosiddetto ‘decennio di preparazione', correggendo precedenti letture che derubricavano l'adesione dell'artista a una attardata partecipazione di maniera. In parallelo con quanto vanno ricostruendo gli storici, che documentano come il movimento filellenico coinvolga, in qualche modo, anche la Sardegna, anche dal punto di vista artistico è stato possibile appurare come la produzione del Marghinotti, benché marginale, risponda per tempo a sollecitazioni e pulsioni che non solo ne dichiarano la collocazione in un chiaro ambito politico, quello della Sinistra del deputato e letterato Angelo Brofferio e dei suoi amici e compagni sardi Giorgio Asproni e Giovanni Antonio Sanna, l'imprenditore che ne è altresí il maggiore collezionista, ma anche la piena condivisione del fervore rivoluzionario che agita l'Italia intorno al 1848.

Maria Paola Dettori, storica dell'arte, direttrice della Pinacoteca nazionale di Sassari e funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, si è occupata, in modo particolare, del panorama artistico in Sardegna tra Ottocento e Novecento. Suoi diversi studi sulle opere appartenenti alle collezioni statali, sulle quali ha scritto sia un volume dedicato alla pittura (con Lucia Arbace), sia uno sulla grafica del Novecento. Studiosa di storia dell'arte coloniale, ha indagato le presenze artistiche ‘italiane' e straniere e il ruolo della Sardegna, periferica terra esotica, tra XIX e XX secolo, tra immaginario romantico e formazione di un'arte coloniale, cui contribuirono anche gli artisti isolani. Curatrice di mostre, ha presentato i risultati delle sue ricerche in diverse esposizioni.