Città e territori a rischio

Analisi e piani di prevenzione civile



Autore:
Collana: Architettura, Urbanistica, Ambiente
Formato: 17 x 24 cm
Legatura: Filorefe
ISBN13: 9788849200676
ISBN10: 8849200676
Ub.int: T503B V02d R

Anno di edizione:
Pagine: 174

Contenuto: Collana "Città, Territorio, Piano" diretta da Giuseppe Imbesi n.23

L'imprevedibilità del quando "ordinari" eventi naturali (idrologici o sismici) possano riproporre gli effetti sconvolgenti di Polesine, Sarno e Quindici (o di Belice, Friuli, Irpinia, Marche ed Umbria), amplificata nel riferimento a scenari catastrofici "di progetto", finisce con l'assegnare a tali eventi caratteri di "eccezionalità", ne rimuove a livello psico-sociale le problematiche, limitate a soluzioni di protezione civile, e trascura l'efficacia di misure di civile prevenzione urbanistica. È infatti del tutto prevedibile dove (in un Paese idrogeologicamente e geotettonicamente instabile) e come (a quali danni) siano soggette le popolazioni esposte (negli stessi tempi) all'interno di medesimi spazi urbani. Ma si studiano misure antisismiche solo per ridurre il degrado edilizio, e si tralascia il progetto di mitigazione del degrado urbanistico che usi impropri di attrezzature ed infrastrutture infliggono a città e territori. Nella prospettiva di una pianificazione preventiva (a tutela storica della salute, del decoro e della sicurezza dei cittadini), l'urbanistica diventa cosí scienza delle costruzioni di città e territori: progetto e calcolo di strutture urbane e territoriali nelle relazioni tra i loro elementi (aree attrezzate ed infrastrutture), soggetti a carichi e spinte "accidentali". E ritrova nello stress, che terremoto o inondazione esaltano, i fili maestri disciplinari generalmente sfumati nello studio di città e territori "normali" o presunti tali. È ciò che dimostrano gli studi su città e territori della Sicilia orientale, i cui centri antichi, piuttosto che pretestuosa remora alle radicali sostituzioni edilizie sperimentate in realtà dove proprio l'assenza di patrimonio storico verifica differenti sismicità dei suoli (Giappone e California), sono anzi testimonianza fisica dell'investimento ordinario nella cura manutentiva e nel rispetto culturale delle caratteristiche intrinseche di materiali, terreni, e regole naturali.

Giovanni Campo insegna dal 1983 Pianificazione territoriale nell'Università di Catania. È tra i fondatori del Centro di Iniziative e Studi per la Prevenzione Antisismica e fa parte del Comitato locale del Progetto Catania del CNR-GNDT. È stato primo firmatario di due disegni di legge (Senato, XII Legislatura), che introducono il miglioramento antisismico di strutture urbane e territoriali. Coordina, presso il Dipartimento di Architettura e Urbanistica dell'Università di Catania, il Laboratorio per la sicurezza e la sostenibilità di sistemi territoriali ed ambientali, per lo studio dei rischi insediativi. È autore di pubblicazioni e saggi in ordine all'evoluzione della normativa urbanistica, al recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente, alla politica dei trasporti, alla difesa idrogeologica, alla tutela paesistica ed al miglioramento antisismico di strutture urbane e territoriali. È dagli effetti del terremoto del Belice che il suo interesse scientifico è rivolto al tema della prevenzione, sollecitato dal dialogo con Vincenzo Cabianca e sulla scorta degli esperimenti pionieri di Giuseppe Imbesi.