A mezza voce



Autore:
Collana: Letteratura e linguistica
Formato: 13,5 x 21 cm
Legatura: Filorefe
ISBN13: 9788849226249
ISBN10: 8849226241
Ub.int: V21a

Anno di edizione:
Pagine: 128

Contenuto: «Polemizza, se vuoi/ a mezza voce/ emulando i sussurri/ dei confessori all'antica/ infiorando la rabbia/ di tonalità misteriose». Per Giulio Ghirardi la “mezza voce” è il tono (la via più opportuna per imbroccare, come vuole Wittgenstein, la giusta direzione dinnanzi ad un affollato crocicchio) con cui parlare in versi ingabbiando il lettore «membro di un unico condominio/ monotono e litigioso/ un vespaio di licenze e divieti». Solo «a mezza voce», con il fiato di parole urlate cui manca l'urlo e di parole silenziose che sfiorano l'urlo, egli riesce a porsi a metà strada. Cioè nella giusta distanza, tra le ragioni dell'oggettività narrativa cui pure lo spinge la sua natura di affabulatore di storie e quelle del soggettivismo lirico più effusivo. Che è una reminiscenza senza il peso del ricordo, il tocco sfuggevole che può sfiorarlo, spesso anche a sua insaputa, una cosa detta che nessuno ha mai ripetuto, persa come ricordo non distinguibile dall'oblio, nella lontananza e nella notte.
Nella giusta distanza, dunque. Tra una corda più intima e segreta, un rapporto con la lingua della creatività più diretto ed elementare per giungere a quel fondo incandescente, l'Heimat, la vera voce dell'anima. E una maschera ironicamente indossata a far quel velo che meglio permette l'identificazione sottotraccia, subliminare, non detta ma allusa nella forma che continuamente la tocca e la modifica come eco mentale e memoriale. Come un trapano che perfora senza rumore, un adagio con brio che monta sugli «onesti rancori» e poi smonta la guardia, s'avvita e si lancia, rimonta e ripiega sempre più scorrendo dentro la voce allusiva e pieghevole e poi sguscia amara e arresa «come il fiele/ di un epigramma: vivo per scrivere non viceversa». Ghirardi è un poeta amabilmente sornione che gioca a rimpiattino come una figura palazzeschiana che s'è fatta carico di tutto, nostalgie malinconie pigrizie strategicamente dichiarate per una resa sotto condizione. Quella che finisce per evocare le connotazioni più segrete del suo verso. Una certa complessità dissimulata nella matura, costante, suggestione di spaesamento. Ancora: l'ossessiva affabilità interrogativa in una zona di tangenza tra memoria e oblio, e sul punto di perdersi nel niente. Infine: la sfuggevole trasparenza figurativa tra “schiamazzi”, “allusioni”, “piattaforme”, “confronti”. Quella per cui anche l'aldilà è anche «un museo di ritratti/ che offrono al cielo/ la verità degli sguardi/ e agli esperti /la bugia del commento».
Renato Minore

GIULIO GHIRARDI è nato e vive a Venezia. Dopo vent'anni di militanza nella critica d'arte (volumi, saggi interdisciplinari, articoli per quotidiani e riviste nazionali e internazionali) si è affacciato stabilmente all'altrove creativo e riflessivo, a partire dagli anni '90, attraversando, sfiorando quasi tutti i generi letterari, senza sostare definitivamente in alcuno, mantenendosi fedele a un linguaggio ironico e spregiudicato (P. Leoncini). Le sue opere poetiche, saggistiche, narrative, hanno ottenuto premi e consensi, anche internazionali e hanno richiamato l'attenzione di critici, letterati, giornalisti, studiosi, personaggi di ogni estrazione culturale e ambientale: S. Bettini, G. Marchiori, E. Steingraeber, A. Sala, G. Selvaggi, A. Arslan, M. Bertosa, A. Spinosa, C. Della Corte, G. Zucconi, C. Magris, P. Mildonian, E. Pittalis, G. M. Pilo, P. Ruffilli, S. Palatini, P. Leoncini, E. Rossignoli, G. Lugaresi, R. Lamantea, I. Crotti, V. Bezzi, B. S. Zanini, P. L. Sabatti, A. Fonda, S. Mariani, A. Paglia, ecc. Fondamentale il sostegno critico e interpretativo di R. Minore, affidato a prefazioni, saggi, articoli di alto livello. La produzione di Giulio Ghirardi (molto vasta, ricca di inediti e di titoli di prossima apparizione 2002/2013) è stata in larga parte pubblicata da Gangemi Editore, Roma (Per motivi di spazio, Anime di confine, Un poeta a metà, La memoria a piastrelle, L'occhio e la pagina, Elzeviri per Margherita, Finestre di Voce (Voice Windows), Amore e ironia, Un cumulo di bugie, Teatrino tascabile, Numeri chiusi). Alcune opere (Con le viscere dell'ironia, La porta girevole, ecc.) sono state tradotte in inglese e in altre lingue. Elzeviri per Margherita è stato presentato a RAI-Sat-Album, da R. Minore (2003). Giulio Ghirardi ha collaborato a quotidiani e riviste nazionali e internazionali, a rubriche radiofoniche e televisive. I principali titoli di Giulio Ghirardi sono presenti nella Library of the Congress di Washington.
La svolta, lunga e sofferta, di Ghirardi è testimoniata da inediti di vasta estensione: una ventina di titoli dedicati alla poesia, alla prosa, al racconto, al saggio narrato (1972-1992). Gli ultimi volumi (“La panchina dei poeti”, “Amore e ironia”) sono stati presentati all'Ateneo Veneto da E. Pittalis e da P. Leoncini (9.04.2008/20.11.2008).
Il presente volume esce contemporaneamente a “Letargo” e a “Un fiume di nuvole”. Dal 2009 G. Ghirardi è socio del PEN Club Italia.