Studiare l'architettura

Un vademecum e un dialogo

Autore:
Collana: Architettura, Urbanistica, Ambiente
Formato: 17 x 24 cm
Legatura: Filorefe
ISBN13: 9788849229806
ISBN10: 8849229801
Ub.int: T507A V11E V42D

Anno di edizione:
Pagine: 320

Contenuto: Collana ARCHINAUTI diretta da Claudio D'Amato / ARCHINAUTI series edited by Claudio D'Amato n.66

Questo libro nasce dai corsi di Teoria dell'architettura tenuti dall'autore ininterrottamente dall'AA 1999-2000 ad oggi, ed è rivolto agli studenti italiani che vogliono iscriversi ai corsi di laurea in architettura. È strutturato in due parti: un vademecum, che illustra il nesso fra teoria e progetto in architettura attraverso l'analisi del pensiero occidentale, dall'evo moderno fino alle soglie della rivoluzione informatica del XX secolo (anni Ottanta del Novecento); e un dialogo dell'autore con Paolo Portoghesi sulla natura dell'architettura, sull'insegnamento, sul mestiere, sulla Scuola. Finalità del volume è aiutare i giovani allievi a disegnare mappe culturali in cui posizionarsi nell'epoca della globalizzazione, in cui la straordinaria potenza dei computer e dei software parametrico-variazionali hanno generato, in assenza di modelli culturali sedimentati, un ribaltamento di ruolo, da mezzo a fine dell'azione progettuale. Non è forse fuor di luogo paragonare le giovani (e meno giovani) generazioni di architetti di oggi ad “apprendisti stregoni” incapaci di controllare fino in fondo ciò che il calcolatore è in grado di generare. Una condizione permanente di “fuori controllo”, il cui risultato è: il predominio dei nuovi materiali sul linguaggio, la perdita del “filo a piombo” (statica ed estetica si trovano adesso in campi avversi), la preminenza dell'icona rispetto al programma funzionale (destinazione dell'edificio), la dissoluzione dell'oggetto architettonico nel “paesaggio” , la atopia, la crisi della tettonica come antefatto logico dell'architettura e l'asservimento della firmitas, della utilitas, della venustas a una “forma predeterminata”. Una condizione che la copertina del volume interpreta con la “scomposizione” del frontespizio dell'Essai sur l'Architecture dell'abate Laugier, un invito a ricomporre l'infranto.