Primavera e nobiltà

La figura di Maggio nel Medioevo

Autore:
Collana: Letteratura e linguistica
Formato: 17 x 24 cm
Legatura: Cartonato
ISBN13: 9788849208825
ISBN10: 8849208820
Ub.int: T210e T211e T517b V22e V24e

Anno di edizione:
Pagine: 160

Contenuto: I calendari figurati del Medioevo tendono a evocare cristianamente, oltre al trascorrere ciclico del tempo, anche la funzione redentrice e salvifica del lavoro. Vi si rappresentano sotto varie forme le attività rurali che i contadini svolgono nel corso dell'anno. Solo al mese di Maggio viene riservato un ruolo che compete esclusivamente alla classe dei nobili e dei cavalieri: quello del riposo dalle incombenze agricole. Maggio rappresenta la primavera espressa nel pieno rigoglio della natura e nel risveglio della passione amorosa, ma diventa anche figura della nobiltà a cui spettano privilegi e doveri e a cui un codice deontologico impone l'uso della “courtoisie” nei confronti della donna amata vista poeticamente come fiore.Mario D'Onofrio è docente di Storia dell'Arte Medievale nell'Università "La Sapienza" di Roma. Ha pubblicato, tra l'altro, Le chiese di Dvin (De Luca, 1973), La cattedrale di Caserta Vecchia (Editalia, 1974), La Campania, con V. Pace (Jaca Book, 1981), Roma e Aquisgrana (E.R.N., 1983 e Liguori, 1996). Ha curato importanti mostre, tra cui I Normanni popolo d'Europa MXXX-MCC (Marsilio, 1994) e Romei e Giubilei - Il pellegrinaggio medievale a San Pietro (350-1350) (Electa, 1999). Di recente si è interessato al tema della Rilavorazione dell'antico nel Medioevo (Viella, 2004).